Recupero degli asset dei Paesi in transizione della Primavera Araba
mercoledì 22 maggio 2013
La risoluzione del Parlamento dovrebbe sottolineare il fatto che la restituzione degli asset rubati dagli ex dittatori e dai loro regimi va oltre il suo significato economico. La restituzione di questi asset è un imperativo morale e una questione altamente politica a causa del suo simbolismo per il ristabilimento della giustizia e della responsabilità, nello spirito della democrazia e dello stato di diritto.
La questione rappresenta un parte essenziale del sostegno dell'Unione alla transizione democratica e alla ripresa economica dei Paesi coinvolti e può rafforzare la fiducia reciproca tra entrambe le parti nello spirito di un partenariato con le società, una pietra angolare della rivista Politica Europea di Vicinato.
Per questo la risoluzione dovrebbe chiedere l'istituzione – senza ritardi – di un meccanismo UE composto da una squadra di investigatori, procuratori, avvocati e altri esperti degli Stati membri, e di altri Paesi europei e degli Stati Uniti, allo scopo di fornire assistenza e consulenza legale e tecnica ai Paesi della Primavera Araba nel processo di recupero degli asset. Inoltre si chiede che questo meccanismo sia dovutamente finanziato dal relativo strumento finanziario dell'area delle relazioni esterne dell'Unione.
Applicazione della direttiva sui servizi dei media audiovisivi
mercoledì 22 maggio 2013
Questa relazione di iniziativa è la risposta al primo rapporto della Commissione al Parlamento europeo sull'applicazione della Direttiva 2010/13/UE sui Servizi dei Media Audiovisivi, la pietra angolare del regolamento sui media nell'UE, e mira a valutare la sua efficacia e i progressi fatti nella sua trasposizione.
La piena applicazione della direttiva sui servizi dei media audiovisivi (AVMS) in tutti gli Stati membri e il coordinamento tra autorità di regolazione, fornitori di servizio e Commissione sono vitali per raggiungere un'audience più ampia nell'UE e oltre.
Inoltre il monitoraggio e l'analisi tempestiva e accurata della Commissione sull'applicazione e sul funzionamento della Direttiva sono necessari anche per identificare le difficoltà e le incertezze in modo che possano essere risolte e allo scopo di raggiungere in modo più efficiente gli obiettivi delle regole della Direttiva.
Pensioni adeguate, sicure e sostenibili
mercoledì 22 maggio 2013
Questa relazione di iniziativa è la risposta del Parlamento europeo al Libro Bianco sulle Pensioni della Commissione.
I sistemi pensionistici pubblici (da soli o in combinazione con dei sistemi di pensioni occupazionali) devono assicurare degli standard di vita decenti per tutti i pensionati. Invece di legare l'età legale della pensione ai cambiamenti delle aspettative di vita, la base contributiva dovrebbe essere allargata all'interno di questi sistemi. Delle migliori condizioni di lavoro e delle politiche attive sul mercato del lavoro sono cruciali per ridurre il rapporto di dipendenza economica (il numero delle persone economicamente attive rispetto al numero di persone inattive). I sistemi esistenti di assicurazione lavorativa non dovrebbero essere ostacolati dalla legislazione UE.
Strategie regionali per le aree industriali nell'Unione europea
mercoledì 22 maggio 2013
Il relatore S&D si concentra sulle principali sfide portate dai processi di trasformazione strutturale nelle vecchie regioni industrializzate nell'Unione europea e sul ruolo che può giocare in questo contesto la politica UE di Coesione.
Questa relazione di iniziativa identifica tre principali obiettivi:
a) identificare dove nelle vecchie regioni industrializzate c'è maggiore bisogno dei fondi regionali
b) determinare quali strategie regionali di successo esistono per avviare i cambiamenti strutturali
c) definire come i fondi della politica di Coesione possano essere ulteriormente utilizzati per sostenere la rigenerazione industriale.
La relazione presenta alcune idee su come possano essere superati ostacoli e problemi specifici sviluppando delle strategie regionali ben strutturate. Si sottolinea anche il ruolo che i fondi pubblici europei potrebbero giocare in possibili tentativi futuri di riconvertire le vecchie regioni industrializzate.
Compiti specifici della Banca Centrale Europea sulle politiche relative alla supervisione prudenziale degli istituti di credito
martedì 21 maggio 2013
Questa relazione sulla Banca Centrale Europea (BCE) è una delle due Relazioni comprese nel pacchetto sul Meccanismo Unico di Supervisione – l'altra è la Relazione Giegold sull'Autorità Bancaria Europea (EBA). L'accordo rappresenta un successo significativo per il nostro Gruppo, perché abbiamo mantenuto tutti gli elementi importanti del testo ECON dopo i negoziati nel Trilogo.
Il Meccanismo Unico di Supervisione è il primo e vitale passo in direzione di una vera unione bancaria ed ha il potenziale di spezzare il circolo vizioso tra debiti privati e debiti sovrani. Tuttavia questo dovrebbe essere completato da una risoluzione quadro che includa un Fondo Unico Europeo di Risoluzione e un meccanismo per un deposito di garanzia.
Rispetto alla proposta originale della Commissione l'accordo assicurerà una migliore responsabilità e trasparenza. Ora il Parlamento europeo sarà in grado di approvare la nomina dei responsabili della supervisione e avrà maggiore accesso ai documenti. Questo è un grande successo per il nostro Gruppo.
Lotta contro la frode, l'evasione e i paradisi fiscali
martedì 21 maggio 2013
Questo rapporto di iniziativa è una risposta al Piano d'Azione della Commissione sulla frode e l'evasione fiscale e alle due raccomandazioni agli Stati membri sulla pianificazione fiscale aggressiva e sulla promozione della buona governance in materia di tasse.
Il relatore S&D sottolinea che ogni anno nell'UE si perde a causa delle frodi e dell'elusione fiscale una somma stimata a mille miliardi di euro di soldi pubblici. Si propongono azioni concrete per contrastare questi sviluppi dannosi e dimezzare questo gap fiscale entro il 2020.
Il Gruppo S&D chiede alla Commissione di presentare una proposta legislativa su una definizione chiara e su una serie di criteri comuni per identificare i paradisi fiscali, insieme ad una lista nera europea dei paradisi fiscali, entro il 31 dicembre 2014.
Chiediamo anche alla Commissione di proporre che le autorità competenti sospendano o revochino le licenze bancarie alle istituzioni finanziarie e ai consulenti finanziari se questi assistono i clienti nelle frodi fiscali.
Inoltre a queste aziende la Commissione dovrebbe non concedere fondi UE e gli Stati membri non dovrebbero dare accesso agli aiuti di Stato e agli appalti pubblici.
Programmi di assistenza per gli smantellamenti nucleari in Bulgaria, Lituania e Slovacchia
lunedì 20 maggio 2013
Nel contesto dei negoziati per l'adesione all'Unione europea Bulgaria, Lituania e Slovacchia hanno preso la decisione di chiudere e successivamente smantellare i propri reattori entro una data comunemente concordata. Questa chiusura anticipata per gli Stati membri rappresenta un peso finanziario eccezionale non commisurato alla loro forza economica. Riconoscendo questo fatto e come atto di solidarietà l'Unione europea si è impegnata a continuare a fornire assistenza finanziaria aggiuntiva per lo smantellamento di questi reattori.
L'attuale proposta per un Regolamento del Consiglio prevede un'estensione del sostegno finanziario da parte dell'Unione con l'obiettivo generale di raggiungere uno stato irreversibile del processo di smantellamento, mantenendo allo stesso tempo i più alti livelli di sicurezza.
Ristabilimento dell'accesso alle tariffe preferenziali generalizzate per il Myanmar/Birmania
lunedì 20 maggio 2013
In base al Sistema Generalizzato UE di Preferenze (GSP) l'Unione europea garantisce delle preferenze commerciali non-reciproche ai Paesi in via di sviluppo. Questo significa che gli esportatori di questi Paesi pagano dazi più bassi su alcuni o su tutti i beni che vendono nell'UE, dandogli un accesso vitale ai mercati UE e contribuendo alla crescita delle loro economie.
Il regolamento GSP stabilisce che questi accordi preferenziali possano essere sospesi temporaneamente in caso di grave e sistematica violazione dei principi indicati dalle convenzioni internazionali. Queste convenzioni riguardano i diritti del lavoro, come la Convenzione 29 dell'OIL sul lavoro forzato. L'accesso alle tariffe preferenziali GSP per il Myanmar/Birmania è stato temporaneamente sospeso nel 1997 a causa della pratica diffusa e abitudinaria del lavoro forzato.
Dal 2011 il Myanmar/Birmania ha intrapreso seri sforzi in direzione dell'apertura e delle riforme, che ha portato all'abolizione delle sanzioni da parte del Consiglio e, in questa proposta, a ristabilire l'accesso del Paese al GSP, in base alle conclusioni dell'OIL. Il nostro Gruppo quindi sostiene questa proposta.
Stabilire un quadro per la gestione della responsabilità finanziaria legata alla risoluzione legale delle dispute Stato-investitori stabilita dagli accordi internazionali sottoscritti dall'UE
lunedì 20 maggio 2013
L'UE sta negoziando degli accordi per la protezione degli investimenti con Paesi terzi tra cui Canada, USA, Giappone, India e Cina. Questi accordi sugli investimenti conterranno probabilmente un meccanismo di risoluzione delle dispute stato-investitore che permetterà alle aziende di avviare dei reclami contro l'UE in caso di violazione di alcune misure chiave dell'accordo. Questo regolamento mira a stabilire un quadro per i casi in cui un investitore fa ricorso contro l'UE.
Chi deve difendersi, l'UE o lo Stato membro? Chi paga?
Essenzialmente questo dossier rappresenta un conflitto tra Stati membri e Commissione sulla competenza in termini di politica di investimenti. Diversi Stati membri, soprattutto Germania, Finlandia e Olanda, vorrebbero mantenere quanto più potere possibile nelle mani delle capitali. Il nostro Gruppo si è chiaramente espresso a favore della “linea comunitaria” per un ruolo forte della Commissione della difesa dell'Unione nei casi di dispute sugli investimenti.
Trattati bilaterali per gli investimenti e normativa UE
lunedì 20 maggio 2013
Questa interrogazione orale (OQ) è stata presentata su iniziativa del nostro Gruppo e ha ricevuto il sostegno di PPE, ALDE, Verdi e GUE.
A tre anni dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona si sta lentamente costituendo un quadro legislativo per la nuova esclusiva competenza dell'UE sugli investimenti stranieri diretti (che ora fanno integralmente parte della politica commerciale dell'UE).
Tuttavia ci sono una seria di potenziali incompatibilità tra normativa UE e trattati internazionali sugli investimenti che devono ancora essere risolti.
Questa interrogazione orale riguarda tre questioni:
1. l'esistenza di 190 trattati bilaterali sugli investimenti tra Stati membri dell'UE
2. l'inclusione di clausole nei trattati bilaterali sugli investimenti che non restringano la circolazione dei capitali
3. il fatto che i trattati sugli investimenti possano concedere maggiori diritti agli investitori stranieri rispetto agli investitori europei.