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Ex leader del Gruppo

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Dalla prima elezione a suffragio universale nel luglio 1979, quattro deputati socialisti hanno presieduto il Parlamento europeo.

Il principio di elezioni europee per suffragio universale diretto è stato approvato dai leader europei, incluso il Cancelliere tedesco socialdemocratico Helmut Schmidt, al vertice di Parigi del 1974. Un passo ulteriore verso l'integrazione europea che mise fine alla prima fase del Parlamento europeo, che dal 10 settembre 1952 fino a quel momento era stato semplicemente un'assemblea che riuniva 78 deputati dei parlamenti nazionali. La seconda fase è iniziata ufficialmente il 24 luglio 1979, quando si sono riuniti i primi 410 eurodeputati eletti per suffragio universale.

Dalla sua fondazione i poteri ed il ruolo politico del Parlamento europeo sono continuati ad aumentare con l'approvazione di nuovi trattati.

Il Parlamento ha tre poteri:

  1. legislativo: il Parlamento europeo adotta le leggi europee condividendo questo potere con il Consiglio dell'Unione europea;
  2. di bilancio: il Parlamento, insieme al Consiglio dell'Unione europea, è l'autorità di bilancio europea;
  3. di supervisione: il Parlamento europeo esercita la funzione di scrutinio democratico di tutte le attività della Comunità.

Nell'attuale legislatura (2004-2009), il Parlamento europeo ha 785 eurodeputati eletti per un mandato di cinque anni in 27 Stati membri dell'Ue. E' l'unica istituzione europea che si incontra e dibatte pubblicamente.

Il Parlamento europeo esercita i propri poteri secondo lo Statuto procedurale, che determina l'organizzazione e il metodo di lavoro, nonché i doveri dei componenti dell'istituzione.

Il Parlamento europeo è presieduto da un Presidente eletto dai deputati secondo l'articolo 13 dello Statuto procedurale.

Articolo 13: Elezione del Presidente - Election of President - opening address' Chapter 2: Officers of Parliament


'1.   The President shall be elected first. Nominations shall be handed before each ballot to the oldest Member, who shall announce them to Parliament. If after three ballots no candidate has obtained an absolute majority of the votes cast, the fourth ballot shall be confined to the two Members who have obtained the highest number of votes in the third ballot. In the event of a tie the elder candidate shall be declared elected.


2.   As soon as the President has been elected, the oldest Member shall vacate the Chair. Only the elected President may deliver an opening address.'

Il Presidente, secondo il comma 3, articolo 19 dello Statuto procedurale, ha i seguenti doveri:

Articolo 19: Doveri del Presidente:

'1.   The President shall direct all the activities of Parliament and its bodies under the conditions laid down in these Rules. He shall enjoy all the powers necessary to preside over the proceedings of Parliament and to ensure that they are properly conducted. These powers include the power to put texts to the vote in an order other than that set out in the document to be voted on. By analogy with the provisions of Rule 155(7), the President may seek the agreement of Parliament before doing so.


2.   The duties of the President shall be to open, suspend and close sittings; to rule on the admissibility of amendments, on questions to the Council and Commission, and on the conformity of reports with these Rules; to ensure observance of these Rules, maintain order, call upon speakers, close debates, put matters to the vote and announce the results of votes; and to refer to committees any communications that concern them.


3.   The President may speak in a debate only to sum up or to call speakers to order. Should he wish to take part in a debate, he shall vacate the Chair and shall not reoccupy it until the debate is over.


4.   Parliament shall be represented in international relations, on ceremonial occasions and in administrative, legal or financial matters by the President, who may delegate these powers.'


The President of the European Parliament is assisted by Vice-Presidents

I Presidenti del Parlamento europeo

Dal 1979 ad oggi si sono stati 13 Presidenti del Parlamento europeo:
 

Ø     Simone Veil    LDR-FR  1979-1982
Ø     Pieter Dankert PSE-NL 1982-1984
Ø     Pierre Pflimlin  PPE-FR 1984-1987
Ø     Henry Plumb (Lord)  DE-UK  1987-1989
Ø     Enrique Barón Crespo  PSE-ES 1989-1992
Ø     Egon A Klepsch  PPE-DE  1992-1994
Ø     Klaus Hänsch  PSE-DE 1994-1997
Ø     Gil Robles-Gil Delgado PPE-ES 1997-1999
Ø     Nicole Fontaine PPE/DE-FR 1999-2002
Ø     Pat Cox  ELDR-IE 2002-2004
Ø     Josep Borrell Fontelles  PSE-ES 2004-2006
Ø     Hans-Gert Pöttering  PPE-DE  2007-2009
Ø     Jerzy Buzek EPP-ED 2009-2011
 
 
I Presidenti Socialisti del Parlamento europeo:
 

PIETER DANKERT Legislatura 1979-1984  : Presidente 19.01.1982 / 23.07.1984
Vicepresidente 10.12.1979 / 18.01.1982 e 21.01.1987 / 24.07.1989

Piet Dankert è stato deputato al Parlamento europeo dal 1977 al luglio 1987 e dal 1994 al 1999.

Piet Dankert è stato il secondo Presidente del Parlamento europeo dopo l'introduzione dell'elezione a suffragio universale nella legislatura 1979-1984.

Nato nel gennaio 1934, è morto in Francia all'età di 69 anni il 21 giugno 2003. Piet Dankert svolse un ruolo dinamico nell'assemblea parlamentare. Era un grande sostenitore del federalismo europeo. Svolse anche un ruolo importante nel difendere e rafforzare i poteri del Parlamento europeo. In questo aspetto fu il primo Presidente a sfruttare lo strumento di bilancio per rafforzare il Parlamento e per rendere più trasparente il bilancio dell'Unione europea.

Robin Cook, (nato il 26.04.1946, morto il 06.08.2005 a 59 anni), ex ministro degli Esteri del governo Blair (Labour) dal 1997 al 1999 e leader del Partito socialista europeo dal 2001 al 2005, lo ha ricordato così:

Piet Dankert ha lavorato senza sosta per riformare le istituzioni europee. Ha combattuto per rendere aperto e trasparente il bilancio dell'Unione europea. Successivamente, nella veste di segretario di Stato olandese per l'Europa, ha guidato una battaglia storica contro la riservatezza del Consiglio dei ministri dell'Unione europea. Inoltre ha posto le linee guida per il Trattato di Amsterdam, che ha dato il via ad un'azione a livello europeo in materia di occupazione.

Era convinto dell'importanza di un rapporto solido tra l'Europa e gli Stati membri, e ha svolto un ruolo primario per sviluppare i rapporti tra il Parlamento europeo e il Congresso Usa. Ha partecipato al Forum irlandese per la pace e la riconciliazione negli anni '90 e, come vicepresidente della delegazione dell'Europarlamento all'Assemblea parlamentare Ue-Turchia ha sostenuto i rapporti con la Turchia e difeso i diritti dei sindacati e delle minoranze in quel Paese. Il mondo politico olandese ed europeo ha perso uno dei suoi protagonisti più energetici e di talento.  

Klaus HÄNSCH Legislatura 1994-1997: luglio 1994 / gennaio 1997

Klaus Hänsch è nato il 15 dicembre 1938 nella città di Sprottau in Slesia, allora parte della Germania. Oggi si chiama Szprotawa e fa parte della Polonia. Nel 1945 la sua famiglia si rifugiò a Flensburg, vicino al confine tedesco-danese, dove Hänsch è cresciuto, è andato a scuola e svolto il servizio militare. Ha studiato alle università di Colonia, Parigi e Berlino ed è laureato in Politica e ha un dottorato in Filosofia.

Giornalista e analista politico ha cominciato a lavorare come assistente alla Libera università di Berlino (1966-1968) per poi passare alla direzione di 'Dokumente', una rivista sulla cooperazione internazionale (1968-1970). Dopo essersi iscritto al Partito socialdemocratico tedesco (SPD) nel 1964, è entrato in politica in veste di consigliere del delegato della Repubblica federale tedesca agli Affari culturali nell'ambito del Trattato di cooperazione franco-tedesca. Dal 1970 al 1979 è stato addetto stampa e dal 1977 in poi portavoce e consigliere speciale di Johannes Rau, allora ministro per la Scienza e Ricerca del Länder del Nord Reno-Westfalia.

Nel 1979, in occasione della prima elezione diretta del Parlamento europeo, fu eletto come Willy Brandt deputato europeo. All'interno del gruppo socialista è stato due volte vicepresidente e coordinatore per la Politica estera e di sicurezza; dopo il 1989 scelse di assumersi la responsabilità strategica per le questioni legate al futuro dell'Europa e all'allargamento. Ha sempre avuto un ruolo determinante nei momenti in cui il nostro gruppo doveva assumere una linea politica, specie nell'anno cruciale della riunificazione tedesca (1989) e durante la formazione della 'Nuova Europa'. E' stato membro della commissione Affari esteri e presidente della Delegazione per i rapporti con gli Stati Uniti fin dalla sua prima legislatura, ed è stato  prima membro della commissione Affari istituzionali e poi della commissione Affari costituzionali. Il suo interesse principale, fin dai tempi di Altiero Spinelli, è sempre stato lo sviluppo dell'Unione europea sia dal punto di vista istituzionale che di quello legato al suo ruolo nel mondo. E' stato anche membro della Convenzione europea sul futuro dell'Europa e rappresentante dell'Europarlamento alla Conferenza intergovernativa (Cig) sulla Costituzione europea.

E' stato Presidente del Parlamento europeo dal 1994 al 1997. Nel suo discorso d'investitura, il 22 luglio 1997, lanciò un appello deciso per la razionalizzazione e il rafforzamento dei poteri dell'Europarlamento, dichiarando che "non si tratta soltanto di ottenere maggiori poteri per il Parlamento (...) ma di usare quelli che già abbiamo in maniera efficace", sottolineando che "l'Unione europea non ha bisogno di maggiori competenze, ma di maggiore democrazia". L'entrata in vigore del Trattato di Maastricht nel corso della sua presidenza  lo ha condotto ad avviare una serie di riforme interne fin dall'inizio del suo mandato, con l'obiettivo di rendere "il Parlamento europeo più trasparente, più efficiente, più animato e più concentrato".

Le sue innovazioni principali riguardano, per esempio, la facoltà del Presidente della Commissione europea, durante le sessioni plenarie, di rispondere immediatamente a ogni eurodeputato piuttosto che rispondere a tutti alla fine del dibattito; la possibilità di riunire le commissioni parlamentari necessarie per assicurare il funzionamento efficace delle sessioni plenarie; la riserva di un tempo adeguato per discutere delle grandi questioni politiche.

Hänsch è stato il primo Presidente dell'Europarlamento ad approvare le direttive europee nell'ambito della nuova procedura di co-decisione con il Consiglio. Ha rafforzato il ruolo del Parlamento reclamando, contro forti riserve, che i membri di ogni nuova Commissione europea, prima di ottenere il voto di fiducia dell'aula, vengano sottoposti ad un'audizione da parte delle commissioni parlamentari competenti. Klaus Hänsch si comportava da Presidente nell'ambito dell'Unione europea e visitava in lungo e in largo le regioni del continente per scoprire le tutte sfaccettature dell'Unione. Grazie alla sua attività, l'immagine del Parlamento era migliorata alla scadenza del suo mandato, come riconobbe il capogruppo del PPE Wilfried Martens.

Klaus Hänsch è stato membro della commissione Affari esteri, membro sostituto della commissione Affari costituzionali, membro sostituto della delegazione per i rapporti con la Repubblica popolare cinese e membro della delegazione per i rapporti con l’Australia e la Nuova Zelanda.

Klaus Hänsch è autore di molti libri sulla politica e società francese, sui rapporti franco-tedeschi, sull'unificazione europea e sulle politiche dell'Unione europea.

Klaus Hänsch ha ricevuto numerose medaglie e decorazioni; quella che gli è più cara è la cittadinanza onoraria della sua città natale di Szprotawa.

Enrique BARÓN CRESPO  Legislatura 1989-1994: luglio 1989 / gennaio 1992
 

Enrique BARÓN CRESPO è nato a Madrid, in Spagna, il 27 marzo 1944. Ha ottenuto un dottorato in Giurisprudenza e in Gestione aziendale dall'Instituto Católico de Administraciòn y Dirección de Empresas (ICADE) in Spagna. Inoltre ha ottenuto una laurea dalla Ecole Supérieure des Sciences Economiques et Commerciales (ESSEC) di Parigi.

Prima di entrare in politica, Enrique BARON CRESPO, giurista ed economista di professione specializzato in diritto del lavoro, è stato avvocato di coloro che venivano incriminati per motivi politici o sindacali.  E' stato anche professore di Agraria all'Istituto nazionale di studi agricoli a Valladolid (INEA) e professore di Strutture economiche all'Università di Madrid.

Iscritto al Partito dei lavoratori socialisti spagnoli (PSOE) dal 1977, la sua carriera politica si è sviluppata gradualmente dal livello nazionale a quello europeo. Alle elezioni giugno 1977 è stato eletto per la prima volta nella Camera dei deputati spagnola, dove è stato rieletto nel marzo 1979. Dal 1977 al 1982 è stato portavoce del gruppo parlamentare del PSOE sui temi economici e monetari. Dal 1982 al 1985 è stato ministro dei Trasporti, Turismo e Comunicazioni nel governo di Felipe Gonzáles Márquez.

L'ingresso nella scena politica europea ed internazionale è avvenuto nel 1986. Eletto eurodeputato, è stato vicepresidente del Parlamento europeo dal 1987 al 1989, e nel 1989 ne è diventato il Presidente. Ha svolto un ruolo attivo per rafforzare i poteri del Parlamento europeo durante i negoziati sul Trattato di Maastricht con la Conferenza intergovernativa (Cig) e le assemblee dei parlamenti nazionali. Ha presieduto la commissione Affari esteri e Sicurezza (1992-1994) ed è stato membro della stessa commissione durante la legislatura 1994-1999. Dal 1999 al 2004 è stato capogruppo al Parlamento europeo, nel momento in cui per la prima volta dall'introduzione delle elezione diretta, il PSE ha perso la posizione di primo partito all'interno del Parlamento europeo. Dal 2004 a metà gennaio 2007 è stato Presidente della commissione sul Commercio internazionale.

Il suo impegno europeista ha ispirato tutta la sua attività politica fin dai tempi dell'università. Al momento della sua ratifica, per esempio, difese la Costituzione europea in questi termini: "Questa Costituzione è una struttura sopranazionale costruita dagli Stati e dai cittadini. Dal punto di vista democratico, è la prima volta che i deputati di tutti gli Stati, perfino della Turchia, hanno discusso pubblicamente, e anche su internet, un documento fondante dell'Europa.

Questo, quindi, non è stato un dibattito a porte chiuse come quello delle altre Conferenze intergovernative (Cig).Per quanto riguarda i diritti fondamentali, questo testo contiene maggiori garanzie rispetto alle Costituzioni nazionali. Per esempio, nell'ambito della sfida per lo sviluppo delle biotecnologie, contiene un riferimento esplicito al diritto alla protezione della persona. Allo stesso modo, prevede la protezione dei dati personali e il diritto ad una loro gestione accorta (una vera rivoluzione per alcuni Paesi)."


Pubblicazioni: dal 1965 ha pubblicato numerosi articoli su temi economici, politici e sociali nelle principali riviste spagnole. E' anche autore di diversi libri: '"Población y Hambre en el Mundo', 'El final del Campesinado', 'La Civilización del Automóvil', 'Europe 1992: le Rapt du Futur', tradotto in diverse lingue, 'L'Europe à l'Aube du Millénaire' (1996), tradotto in diverse lingue, e 'Europea: Pasión y Razón', pubblicato nel 2004. La sua tesi di dottorato, 'La Constitucionalización del Poder Legislativo en la Unión Europea', è stata pubblicata nel 2005. La sua ultima opera, 'El Error del Milenio', è stata pubblicata nel 2007.

JOSEP BORRELL FONTELLES  Legislatura 2004-2009: luglio 2004 / gennaio 2007

Nato il 24 aprile 1947 a Pobla de Segur, in Spagna, Josep Borrell Fontelles è riuscito a ottenere un posto all'università lavorando alo stesso tempo. Dopo essersi laureato in Ingegneria aeronautica all'Universidad Politécnica di Madrid, ha ottenuto un dottorato in Economia dall'Universidad Computense di Madrid, e successivamente un dottorato in Economia petrolifera dall'Institut français du Pétrole di Parigi, seguito da un Master in Matematica applicata dall'università di Stanford. Ha iniziato a lavorare come ingegnere nella Compagnia petrolifera spagnola (1972-1981).


Nel 1974 si è iscritto al Partito socialista dei lavoratori spagnolo (PSOE). Nel 1979 è stato eletto consigliere municipale a Majadahonda, un sobborgo di Madrid, e dal 1979 al 1982 è stato addetto alle Finanze nel Parlamento regionale di Madrid. Con la vittoria del PSOE alle elezioni del 1982, è diventato membro del governo di Felipe González, in cui ha ricoperto diversi incarichi: segretario di Stato al Bilancio dal 1982 al 1984, segretario di Stato alle Finanze dal 1984 al 1991 e, infine, ministro dei Lavori pubblici, Trasporti, Ambiente e Telecomunicazioni dal 1991 al 1996.


A conclusione della sua esperienza di governo nazionale, è stato protagonista della scena politica catalana. Ha rappresentato Barcellona alla Camera dei deputati della Cortes, il parlamento spagnolo, dal 1986 al 2004, è stato membro del consiglio esecutivo del PSOE in Catatonia dal 1992 al 2004 e membro del consiglio federale del PSOE dal 1997 al 2000.  Dal 1999 al 2004 è stato Presidente della commissione Affari europei della Cortes, e in questa veste ha rappresentato il parlamento spagnolo nella Convenzione europea sul futuro dell'Europa,  dal 2002 al 2004.


Dopo aver vinto da capolista del PSOE le elezioni europee del 2004, il 20 luglio è diventato Presidente del Parlamento europeo.

Dal momento del suo discorso d'investitura Josep BORRELL FONTELLES, ispirato dalle sue convinzioni europeiste, si è concentrato sull'importanza dell'allargamento dell'Unione europea, allo scopo di riunificare davvero l'Europa. Secondo la sua visione, "...da Vilnius a Lisbona, da Edimburgo ad Atene, siamo tutti parte della stessa Europa."

Di conseguenza, il 29 ottobre 2006, in occasione della rielezione di Georgi Parvanov alla presidenza della Repubblica della Bulgaria, Borrell si congratulò con Parvanov per la sua grande vittoria, "che implica un riconoscimento del suo impegno per portare la Bulgaria all'interno della famiglia europea". "Questo successo riflette inequivocabilmente il consenso del popolo bulgaro per l'adesione al 1 gennaio 2007".

In una fase in cui l'organizzazione interna del Parlamento europeo era diventata più complessa, Borrell è riuscito a chiudere la controversia sullo statuto dei membri dell'Europarlamento, che durava da 30 anni, a rilanciare gli sforzi per ratificare il Trattato costituzionale e contribuito a promuovere il ruolo del Parlamento europeo, in particolare durante la formazione della prima squadra di commissari del Presidente della Commissione europea, il conservatore José Durao Manuel Barroso.

Durante le discussioni sul bilancio, ha dato impeto alla creazione e ha presieduto una commissione ad hoc sulle Prospettive finanziare 2007-2013, cosa che gran parte della destra non gli ha perdonato. Tra l'altro il conservatore britannico Lord Plumb fece lo stesso nel 1987 quando era Presidente del Parlamento europeo.

Sul fronte della politica estera dell'Unione europea, tra le altre cose, Borrell ha affrontato il presidente russo Vladimir Putin al summit Ue-Russia sull'Energia il 22 ottobre 2006 a Lahti (Finlandia), affermando che "i diritti umani non possono essere scambiati con la produzione di energia."

Il summit ebbe luogo a ridosso dell'assassinio della giornalista russa, Anna Politkovskaya, in una fase in cui il regime del presidente russo sembrava aver intrapreso una deriva autoritaria, e nel mezzo della disputa tra Russia e Georgia sulla questione della riaffermazione della sovranità georgiana sul suo intero territorio.

Nel 2006 Josep Borrell Fontelles è stato nominato 'Eurodeputato dell'anno' per "il suo sforzo determinato a riformare il Parlamento e a creare un'assemblea politica più concentrata e animata".

Da gennaio 2007 a luglio 2009 è stato Presidente della commissione Sviluppo dell’Europarlamento e Presidente del Forum progressista mondiale.