S&D: pieno accesso alle tutele sociali per tutti e una forte Autorità europea che protegga i diritti dei lavoratori

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I Socialisti e Democratici al Parlamento europeo esprimono apprezzamento per il pacchetto sull'equità sociale e la proposta di istituire un’Autorità europea del lavoro presentati oggi dalla Commissione. In particolare, l’Autorità europea del lavoro è una richiesta che il gruppo S&D aveva avanzato già nel 2013. La spinta verso una protezione sociale per tutti e un'Autorità europea del lavoro è parte della più ampia campagna progressista a favore di un’Europa sociale.

 

Maria João Rodrigues, leader pro tempore del gruppo S&D e relatrice del Parlamento europeo sul pilastro sociale, in merito alla proposta della Commissione sulle tutele sociali dichiara:

“Da anni, noi Socialisti e Democratici portiamo avanti senza sosta la battaglia per un'Europa sociale e facciamo pressioni sulla Commissione Juncker affinché dia risposte concrete ai cittadini. Dopo anni di austerità, in cui i diritti sociali sono stati ignorati, è giunto il momento che l'Unione europea dimostri il suo impegno nel migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei suoi cittadini.

“La proclamazione del Pilastro sociale a Göteborg è stato un primo passo fondamentale nella giusta direzione. Ora l'impegno deve essere immediatamente tradotto in leggi e misure concrete sostenute da risorse adeguate. I Socialisti e Democratici accolgono favorevolmente le proposte della Commissione volte ad ampliare l'accesso alle tutele sociali per tutte le persone occupate, compresi i lavoratori autonomi. Si tratta di un passo importante per aggiornare i nostri sistemi di welfare nell’era della rivoluzione digitale. Questi nuovi standard sociali devono ora essere applicati. Accogliamo con favore le proposte della Commissione, ma siamo scettici sul fatto che questi obiettivi possano essere raggiunti con le sole raccomandazioni. Continueremo la nostra lotta per diritti sociali migliori e più forti per far fronte alle nuove sfide e combattere le crescenti disuguaglianze”.

 

Udo Bullmann, vicepresidente S&D per gli affari economici e monetari, in merito alla proposta della Commissione di istituire l’Autorità europea del lavoro, dichiara: 

“Accogliamo con favore la proposta della Commissione di istituire l’Autorità europea del lavoro, un’autorità necessaria ad affrontare i problemi derivanti dalla mobilità transfrontaliera del lavoro, come il dumping sociale, le società fittizie o il falso lavoro autonomo. Con 17 milioni di europei che ora lavorano e vivono in un altro paese dell'Ue e altri 1,4 milioni che attraversano ogni giorno un confine per lavoro, è una questione di equità il fatto che le norme Ue per la protezione dei lavoratori siano sorvegliate allo stesso modo di quelle per banche o aziende .

“Per essere incisivi, la futura Autorità europea del lavoro deve essere una vera agenzia come l’Europol e non una semplice piattaforma per lo scambio delle migliori pratiche. Solo come organismo indipendente, con risorse finanziarie sufficienti e un mandato robusto, la nuova Autorità del lavoro sarà in grado di vigilare, in cooperazione con le autorità nazionali competenti, sui luoghi di lavoro e di indagare sulle violazioni delle norme, imporre sanzioni e quindi rafforzare i diritti dei lavoratori.

“Insieme alle nuove regole sul distacco di lavoratori che garantiranno la stessa retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo, questa nuova agenzia del lavoro può portare a una vera svolta nel reprimere gli abusi e far rispettare i diritti dei lavoratori".

 

Agnes Jongerius, eurodeputata e portavoce S&D per l’occupazione, aggiunge:

“Vogliamo una forte Autorità europea del lavoro con un solido mandato per proteggere i lavoratori europei. Pertanto, dobbiamo garantire che l'agenzia possa fare davvero la differenza per i lavoratori, ad esempio attraverso lo studio di problemi nei settori ‘ad alto rischio’ come i trasporti e l'edilizia.

“Per garantire il rispetto dell'autonomia delle parti sociali e il coinvolgimento dei sindacati nei sistemi nazionali di ispettorato e vigilanza, le parti sociali devono essere all’interno di un organo di controllo tripartito della nuova Autorità europea del lavoro".