Il gruppo S&D: “I conservatori europei non riescono a prendere una posizione contro i minerali provenienti da zone di guerra”

European conservatives fail to take a stand against conflict minerals, says S&D Group

Sebbene oggi, in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, le forze conservatrici abbiano espresso voto contrario sulla questione dei minerali provenienti da zone di guerra, il gruppo S&D proseguirà i suoi sforzi, fino al voto finale in sessione plenaria in maggio, per convincere gli eurodeputati della necessità di stabilire un nuovo standard mondiale per l’approvvigionamento responsabile di minerali.

Marie Arena, portavoce S&D sui minerali provenienti da zone di guerra, ha affermato:

“Ci stiamo battendo per una legislazione robusta e vincolante per garantire che le imprese abbiano la capacità di tracciare i minerali che entrano nei loro stabilimenti produttivi e lungo l’intera catena di approvvigionamento.

“Questa mattina in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo si è tenuta una votazione su un regolamento proposto dalla Commissione europea e riguardante la responsabilità delle imprese sui minerali provenienti dalla zone di guerra.

“La proposta del gruppo S&D, che avrebbe reso questo regolamento obbligatorio per le imprese, non è stata approvata, con 22 voti contrari e solo 16 voti a favore.

“I conservatori di Ppe, Alde ed Ecr, insieme all’estrema destra, hanno deciso di assumere una posizione ipocrita, che non avrà alcun effetto sulle persone che soffrono nelle aree di conflitto.

“Il Dodd-Frank Act, approvato nel 2010 negli Stati Uniti, obbliga le imprese americane a tenere una condotta etica per quanto riguarda i minerali provenienti da zone di guerra, mentre l’atteggiamento dei conservatori europei lascia l’Europa indietro rispetto ad altri attori mondiali sull’etica aziendale.

“Questo atteggiamento è inaccettabile, ma non abbiamo intenzione di arrenderci. Nella sessione plenaria della settimana del 18 maggio gli eurodeputati voteranno il testo finale. Mi auguro che in questa occasione quegli eurodeputati che piangevano per le vittime dei minerali provenienti da zone di guerra durante il discorso del dottor Mukwege (vincitore del premio Sakharov nel 2014) e che hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno all’approccio vincolante proposto dai Socialisti, dimostreranno la stessa umanità quando sarà il momento di votare”.

David Martin, coordinatore S&D per il commercio, ha aggiunto:

“Il voto di oggi è stato il triste riflesso dell’attitudine dei conservatori e dei liberali nei confronti del commercio equo e dello sviluppo.

“Uno schema vincolante è assolutamente necessario perché l’Unione europea non sia più complice della devastazione causata dal commercio dei minerali provenienti da zone di guerra. Su questo tema l’Europa dovrebbe avere un ruolo di primo piano.

“Da cinque anni abbiamo linee guida non vincolanti e più dell’80% delle aziende hanno deciso di non pubblicare alcuna informazione sulla debita diligenza della propria catena di fornitura. I conservatori e i liberali ora devono spiegare perché hanno ceduto alle pressioni delle aziende e hanno appoggiato un sistema debole e inapplicabile”.