S&D continua a fare pressioni sugli Stati membri per escludere i minerari provenienti da zone di guerra dal mercato europeo

Led by the S&Ds, the EU is a step closer to eliminating conflict minerals from its market

Oggi, alcuni rappresentanti del Parlamento europeo hanno incontrato i negoziatori degli Stati membri per cercare di trovare un compromesso sul Regolamento sui minerali provenienti da zone di guerra. Lo scopo del Parlamento è adottare un sistema giuridico per garantire la tracciabilità di stagno, tungsteno, tantalio e oro, e per assicurare che i prodotti contenenti questi minerali (smartphone, laptop ecc.) che vengono venduti nell'Ue non finanzino milizie armate o favoriscano le violazioni dei diritti umani in aree di conflitto.

I negoziatori S&D insistono per uno schema obbligatorio e vincolante, per garantire che il commercio equo non dipenda dalla buona volontà delle compagnie.

Il presidente S&D Gianni Pittella ha detto:

“L'Unione europea deve tradurre i suoi valori in azioni e leggi trasparenti. Il gruppo dei Socialisti e Democratici si è impegnato in una forte campagna contro i minerali provenienti da zone di guerra, e oggi intravediamo una speranza per regioni come la Repubblica Democratica del Congo, segnata da anni di guerra e violenze a causa dell'avidità di alcune multinazionali. Gli Stati membri hanno inoltre l'opportunità storica di agire e fare la differenza. I nostri cittadini hanno dimostrato più e più volte di voler disporre della possibilità di compiere decisioni etiche. Diamo loro le informazioni che meritano. Non possiamo accettare che l'Ue sia direttamente o indirettamente responsabile di violazioni di diritti umani per l'utilizzo di prodotti che finanziano conflitti armati e violenze in Africa o in qualunque altra regione”.

L'eurodeputata Marie Arena, portavoce S&D sui minerali proventienti da zone di guerra, ha detto:

“Il Parlamento europeo ha dimostrato flessibilità e apertura per la negoziazione di una soluzione di compromesso che porti a una regolamentazione efficace, che sia attuabile e non gravosa per le piccole imprese. Il Consiglio dei ministri a oggi non è ancora stato in grado di presentarsi con un mandato negoziale. Se il Consiglio fa sul serio riguardo all'importanza di prevenire le violazioni dei diritti umani in nome del profitto, dovrebbe ora dimostrare una reale flessibilità per andare nella direzione di un regolamento che riguardi non solo le materie prime ma anche i prodotti derivati dalla lavorazione di queste”.

L'eurodeputato David Martin, portavoce S&D sul mercato internazionale, ha detto:

“Le risorse naturali dovrebbero essere una benedizione per un paese, non una maledizione. Uno schema obbligatorio è assolutamente fondamentale, e il nostro gruppo politico si sta impegnando seriamente perché venga prima o poi raggiunto. Per cinque anni sono stati in vigore degli orientamenti volontari, e più dell'80% delle aziende ha deciso di non pubblicare alcuna informazione sulla propria catena di approvvigionamento. Questi requisiti obbligatori non graveranno su alcun anello della catena di approvvigionamento e segneranno una profonda differenza sul terreno nelle zone di conflitto”.

 

Nota per i giornalisti:

L'obiettivo del regolamento è spezzare i legami tra il commercio e l'estrazione dei minerali e il finanziamento dei conflitti armati. Anziché bandire le importazioni dalle zone colpite da conflitti, il regolamento mira a creare un mercato europeo dei minerali proveniente da regioni in conflitto commerciati responsabilmente. Stagno, tungsteno, tantalio e oro sono presenti nella nostra vita quotidiana in prodotti come smartphone, tablet, televisori, dispositivi medici, ecc.

L'Europa consuma il 25% di questi minerali a livello globale, ed è il secondo importatore di laptop e smartphone nel mondo. Abbiamo un ruolo fondamentale per la creazione di un mercato responsabile.

 

PER SAPERNE DI PIU':

A regulation on Conflict Minerals (Q&A)

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