S&D in Etiopia. Pittella: “Ue e Africa condividono lo stesso futuro. Relazioni politiche sono fondamentali per affrontare le sfide globali comuni”

S&Ds in Ethiopia: Pittella "EU and Africa share the same future. A political relationship is key to addressing common global challenges"

Nel corso della visita della delegazione S&D in Etiopia, il presidente Gianni Pittella e gli eurodeputati Cécile Kyenge e Norbert Neuser hanno lanciato un appello per una partnership più forte tra Ue e Africa per affrontare le sfide globali. La delegazione S&D ha incontrato il primo ministro etiope,  Hailemariam Desalegn, alcuni rappresentanti dell'Unione africana tra cui il commissario per gli affari sociali e le migrazioni, Mustapha Kaloko, e alcuni rappresentanti della società civile.

Concludendo la visita, il presidente S&D Gianni Pittella ha detto:

“Europa e Africa sono unite da un futuro comune. Può essere un futuro di minacce e pericoli, ma anche un futuro di grandi opportunità per la pace e lo sviluppo; spetta all'Ue e ai governi europei decidere che forma avrà questo futuro. Noi siamo fermamente convinti che i paesi africani e l'Unione africana debbano diventare tra i partner più strategici e politicamente vicini dell'Europa. Migrazioni, pace, sicurezza, cambiamento climatico, lotta al terrorismo, sviluppo e educazione; l'Europa condivide con l'Africa le stesse sfide, e insieme all'Africa deve affrontarle.

“Dobbiamo sviluppare una strategia concreta e di lungo termine non per l'Africa, ma con i paesi africani; è nel nostro interesse. Dobbiamo comprendere che terrorismo e flussi migratori sono la diretta conseguenza dell'estrema povertà e della violenza, delle guerre e dello sfruttamento degli esseri umani, della carestia e della siccità in Africa.

“Non è più accettabile che nella gestione della crisi dei rifugiati l'Ue garantisca 6 miliardi di euro alla Turchia, mentre al vertice della Valletta è stato deciso di destinare solo 1,8 miliardi di euro in cinque anni all'intero continente africano per gestire i flussi migratori. I governi dell'Ue devono rivedere questo approccio una volta per tutte.

“In questo contesto, l'Etiopia ha un ruolo chiave per la stabilizzazione della regione. È impressionante ciò che il paese sta facendo in termini di ospitalità, accoglienza e integrazione di più di 700.000 rifugiati; un'impressionante manifestazione di solidarietà. Occorre però supportare il processo di democratizzazione in Etiopia per rafforzare la democrazia, i diritti umani e la libertà di stampa. In Etiopia, come nel resto dell'Africa, lo sviluppo non può essere svincolato dalla democrazia”.

L'eurodeputata Cécile Kyenge, vicepresidente dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, ha affermato:

“Occorre aprire una nuova era di relazioni più strette tra Europa e Africa. Una nuova era basata su una cooperazione strategica e politica di lungo termine, e non più soltanto su emergenze come le migrazioni. Sfide comuni necessitano di un approccio comune. L'80% di tutti i flussi migratori avvengono in Africa. In Etiopia come nel resto del continente, l'Europa dovrebbe supportare politiche per un'integrazione più profonda attraverso opportunità di formazione e integrazione rafforzata nel mercato del lavoro.

“Inoltre, rivolgiamo ai paesi africani un appello a migliorare i loro sistemi democratici, non solo attraverso i tradizionali confronti tra partiti politici, ma anche permettendo alle organizzazioni regionali e locali di contribuire al benessere politico ed economico della società.

“Infine, sollecitiamo i paesi europei a incoraggiare la cosiddetta diaspora circolare, supportando i migranti arrivati in Europa che vogliono fare rientro nei loro paesi”. 

L'eurodeputato S&D Norbert Neuser, coordinatore della commissione DEVE, ha aggiunto:

“Durante i nostri primi incontri con l'Unione africana a Addis Abeba, abbiamo insistito sul fatto che la democrazia, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani devono essere al centro delle relazioni tra Ue e Africa.

“La nostra visita giunge in un momento cruciale, dal momento che stiamo lavorando insieme per ridefinire un quadro di approfondimento di queste relazioni, che ci permetterà di affrontare insieme le sfide comuni, portando vantaggio a tutti i cittadini africani ed europei. A problemi comuni, soluzioni comuni”.