• La parità tra donne e uomini è un diritto fondamentale riconosciuto dal Trattato di Roma del 1957 e dalla Carta dei Diritti Fondamentali.

    Sebbene l’Ue abbia adottato molti testi per promuovere le pari opportunità, garantire uguale trattamento a uomini e donne e combattere ogni tipo di discriminazione, da nessuna parte si registrano progressi sufficienti e le donne continuano a dover affrontare diseguaglianze quotidiane.

    Il gruppo S&D vuole un'Europa inclusiva ed equa per tutti. C'è ancora molto da fare.

    Call for application - Step it up for Gender Equality: Youth for Gender Equality Forum 2018

    What is it?

    Apply now for the chance to join us in Brussels on January 30 - 1st February 2018 for the third edition of our Youth for Gender Equality Forum.

     

Call for application - Step it up for Gender Equality : Youth for Gender Equality Forum 2018

What is it?

Apply now for the chance to join us in Brussels on January 30 - 1st February 2018 for the third edition of our Youth for Gender Equality Forum.

Step it up for Gender Equality is an interactive and inspiring initiative to promote dialogue, exchange, learning and networking for people engaged in promoting gender equality in their daily lives. Organised by the Group of the Progressive Alliance of Socialists and Democrats in the European Parliament, in collaboration with the Foundation for European Progressive Studies, PES Women,  Young European Socialists, Rainbow Rose and the Global Progressive Forum.

Interested?

You are advised to apply as soon as possible, as for practical reasons we can only take into consideration the first 250 applications. The top 25 of these will be selected for the Youth for Gender Equality Forum and will be contacted by 20 November 2017 at the latest.

A detailed draft programme is available here.

Requirements

The 2018 Forum is looking for 25 young motivated EU nationals individuals, aged 18 to 25, to be a part of the third edition of this event ahead of the 2018 International Women's Day. Selected candidates will share with us 2 and a half days of workshops and activities.

The event will take place in the European Parliament in Brussels from January 30 - 1st February 2018 .

As part of this unique event, you will also have the chance to build a wide network of contacts and share your experience of gender equality projects. You will have the opportunity to interact with S&D members of the European Parliament, professionals and experts while engaging in intercultural exchanges with the participants.

For more information, please contact: s-d.genderequal@ep.europa.eu

Are you eligible?

The 2018 Forum is looking for 25 young motivated EU nationals individuals, aged 18 to 25. The ideal candidate will be motivated, proactive and engaged in gender equality/women's rights activism, with good communication skills, and will share the core values of the Socialists and Democrats. A good knowledge of English is a must as there will be no interpretation during the forum. The S&D Group will consider gender balance in the selection process.

Practical information

Travel expenses, accommodation costs will be covered.
Deadline for application: November 05, 2017
Information on selection: November 20, 2017

Violenza contro le donne

Ogni giorno in Europa, sette donne vengono uccise e una donna su tre ha subito aggressioni fisiche e/o sessuali almeno una volta nella vita. Sono donne la maggior parte delle vittime di traffici, in particolare per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale e la prostituzione.

Nonostante la direttiva del 2011 sulla tratta di esseri umani abbia previsto azioni specifiche per contrastare questa forma di violenza, la Commissione europea sta ancora ignorando la richiesta del Parlamento europeo per una legislazione omnicomprensiva per combattere la violenza contro le donne. Inoltre, solo 14 paesi Ue hanno ratificato la Convenzione di Istanbul per combattere la violenza contro le donne.

La violenza contro le donne è uno dei principali ostacoli per la reale parità tra donne e uomini. L'S&D continua a sollecitare la Commissione ad avanzare proposte strategiche per contrastare la violenza contro le donne prima delle prossime elezioni europee, e chiede all'Ue e a tutti gli Stati membri di firmare e ratificare la Convenzione di Istanbul.

Parità salariale e divario pensionistico

Nell'Ue, le donne rappresentano il 60% dei laureati ma guadagnano mediamente il 16% in meno rispetto agli uomini, e quindi di fatto lavorano due mesi all’anno senza retribuzione. E nel lungo periodo a salari inferiori corrispondono pensioni inferiori, elemento che può accrescere il rischio di povertà. Il divario pensionistico tra donne e uomini è circa del 39%.

La direttiva che sancisce il principio della parità salariale e di uguale trattamento sul lavoro per gli uomini e le  donne fu adottata nel 1975 ed è stata regolarmente aggiornata, ma se non si cambierà radicalmente l’attuale situazione, la parità salariale non diverrà realtà prima del 2084.

Il gruppo S&D vuole agire adesso per una nuova direttiva sulla parità salariale che possa effettivamente ridurre la forbice del 2% all'anno e che preveda sanzioni certe per i paesi Ue che non la rispettino.

Povertà

L’obiettivo dell’Ue per il 2020 è un tasso universale di occupazione del 75%, ma l’attuale tasso di occupazione per le donne è solamente del 63% - un divario del 12%. Secondo l’Ocse (Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica), il numero delle donne impiegate in lavori informali e non retribuiti è in crescita. E ciò che più inquieta è il fatto che le misure di austerità hanno colpito le donne più duramente degli uomini. I tagli di bilancio hanno avuto un impatto maggiore sul settore pubblico – nel quale sono impiegate molte donne – circa l’80% dei cosiddetti ‘working poor’ sono donne e più di un terzo delle donne anziane nell’Unione europea non riceve alcuna forma di pensione. La femminilizzazione della povertà è in crescita: le donne sono maggiormente esposte al rischio di povertà rispetto agli uomini.

Il lavoro sottopagato e precario deve essere sostituito dal lavoro duraturo. Continuiamo a lavorare per questo obiettivo, invitando a includere nella strategia Europa 2020 e nel ciclo economico del semestre europeo la fine delle controproducenti misure di austerità e importanti obiettivi legati all’uguaglianza di genere.

Maternità, paternità e congedi parentali

Dall'inizio della crisi economica, il tasso di natalità in Europa è calato. Questo è dovuto in parte al fatto a che donne e uomini non sempre è concesso di avere un adeguato congedo di maternità, di paternità e parentale.

L'attuale normativa in materia di congedo di maternità concede 14 settimane, con sistemi di pagamento differenti in Europa. Nel 2010 l'S&D ha avanzato la proposta di portare il congedo di maternità a 20 settimane e quello di paternità a due settimane pienamente retribuite. La proposta fu adottata dal Parlamento europeo, ma una minoranza di Stati membri in Consiglio bloccò il testo e la Commissione annunciò che avrebbe ritirato la proposta nel luglio 2015. Recentemente è stata pubblicata una roadmap sull'equilibrio tra vita professionale e privata.

Insisteremo perché Consiglio e Commissione si assumano seriamente le proprie responsabilità, e chiediamo loro di considerare la situazione demografica di lungo termine nell'Ue. Vogliamo che la roadmap sia ambiziosa e che includa una revisione della Direttiva sul congedo di maternità che offra maggiore protezione alle lavoratrici in gravidanza e almeno due settimane di congedo a paga piena per tutti i padri. Inoltre, la roadmap deve includere una revisione della Direttiva sul congedo parentale che permetta la condivisione degli obblighi familiari tra i genitori. I bambini sono il futuro dell'Ue. Anche per questo l'S&D sta chiedendo miglioramenti concreti per servizi per l'infanzia accessibili, a buon mercato e di elevata qualità, per raggiungere gli obiettivi di Barcellona, di modo che sia donne che uomini.

Il mio corpo, i miei diritti

La salute sessuale e riproduttiva, e i diritti ad essa connessi, sono una priorità chiave per noi. Questi diritti comprendono l’educazione sessuale, la prevenzione di gravidanze indesiderate, l’accesso all’aborto sicuro, il trattamento delle malattie sessualmente trasmesse e la lotta alla violenza sessuale.

Attualmente quattro stati membri dell'Ue continuano a criminalizzare l’aborto, mentre la crisi ha colpito duramente i servizi sanitari pre e post parto. Oggi molte donne in Europa non hanno accesso ai metodi contraccettivi e all’aborto sicuro, vedendo limitato il proprio diritto di scelta riguardo alle questioni sessuali e riproduttive.

Nel 2015, i nostri MP hanno firmato "Tutti uniti", la dichiarazione per i diritti all'aborto.

Quello di decidere del proprio corpo è un diritto fondamentale che dovrebbe essere incluso nella Carta dei Diritti Fondamentali. Il gruppo S&D vuole che vi si includa una sezione forte e coerente in materia di salute sessuale e riproduttiva, e che vengano incorporati diritti su questa materia nella strategia europea per la salute pubblica.

Donne nei processi decisionali

Le donne costituiscono tuttora una percentuale molto bassa dei rappresentanti eletti nei parlamentari nazionali: tra il 43% e il 9% nell’Ue. Nel Parlamento europeo al momento solo il 36% degli eurodeputati sono donne, un aumento molto contenuto rispetto alle elezioni del 2009. Nonostante ciò, il nostro gruppo ha quasi raggiunto un equilibrio di genere, con il 44% di eurodeputate e il 45% di esponenti donne nel gruppo dirigente, ma occorre fare di più per incoraggiare l’uguaglianza nella vita politica.

Il numero di donne nei direttivi aziendali è ancora più scarso. In media solo il 20% dei direttivi aziendali è composto da donne mentre in Norvegia si è raggiunto il 40% attraverso l’introduzione di quote obbligatorie.

È diventato necessario introdurre quote obbligatorie per raggiungere la parità di genere. Il gruppo S&D ha chiesto alla Commissione di proporre una serie di misure che impongano che i direttivi aziendali siano composti per il 40% da donne entro il 2020, e invitiamo anche il Consiglio a smettere di bloccare le misure e a favorire l’accesso delle donne alle alte cariche.

Inclusione sociale

Nel 1995 la comunità internazionale ha adottato la piattaforma d’azione di Pechino, identificando 12 aree critiche per promuovere la parità di genere. Nel 2015, a vent’anni dalla piattaforma di Pechino, le donne continuano a subire gli effetti della violenza, della povertà, della discriminazione e dell’esclusione sociale più degli uomini, e non possono esercitare in pieno i propri diritti sessuali e riproduttivi.

Non si può raggiungere l’uguaglianza se i paesi dell’Ue non mettono in atto efficaci politiche per favorire la parità di genere: il gruppo S&D insiste affinché tutti i paesi mettano in pratica gli impegni che hanno assunto a Pechino.

Gli obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite prevedevano entro il 2015 uguale accesso a tutti i livelli di istruzione per i ragazzi e le ragazze. Questo obiettivo è stato quasi raggiunto per quanto riguarda l’educazione primaria, ma non per i livelli più alti di istruzione, per i quali le ragazze continuano a dover affrontare ostacoli maggiori rispetto ai ragazzi. È fondamentale dare maggiori opportunità alle ragazze e alle donne in tutto il mondo attraverso l’educazione: per questo il gruppo S&D incoraggia l’Ue a sostenere tutti i paesi in via di sviluppo affinché raggiungano tali obiettivi.

DONNE RIFUGIATE

Nel 2015, circa un milione di persone hanno attraversato il Mediterraneo. Circa il 35% dei rifugiati sono donne e bambini.

Nel gennaio 2016, le donne erano il 55%.

Dobbiamo evidenziare la situazione estremamente vulnerabile delle donne richiedenti asilo e rifugiate nell’Unione europea. Sono fuggite dalle persecuzioni nei loro paesi affrontando un viaggio pericoloso per raggiungere un posto sicuro. All’arrivo nei centri di accoglienza queste donne già vulnerabili, che possono essere vittime di violenza sessuale, traffico di esseri umani o altri crimini violenti, devono affrontare ulteriori ostacoli che aumentano la vulnerabilità della loro posizione. Il nostro gruppo lancia un appello affinché le procedure di asilo tengano conto del genere, attraverso una serie di misure che garantiscano che le necessità delle donne siano soddisfatte nel corso del processo di asilo, quali ad esempio: formazione specifica sul genere per il personale, compresa una formazione globale sulla violenza sessuale, sul traffico di esseri umani e sulle mutilazioni genitali femminili; strutture sanitarie e di riposo specifiche; il diritto di richiedere intervistatori e interpreti femmine; accesso a servizi sanitari di genere, compresa l’assistenza prenatale e postnatale; fornire servizi per l’infanzia durante la fase di screening e delle interviste in materia di asilo, e il diritto per le donne di presentare richiesta di asilo in maniera indipendente dal coniuge come chiave per l’empowerment delle donne. Chiediamo inoltre che si ponga fine alla detenzione dei bambini e delle donne in stato di gravidanza che richiedono asilo.

Le violenze di genere, come lo stupro, la violenza sessuale, le mutilazioni dei genitali femminili o il matrimonio forzato, dovrebbe rappresentare un valido motivo per richiedere asilo nell’Ue. Per quanto riguarda l’integrazione dei rifugiati, il nostro gruppo lancia un appello per facilitare l'accesso al mercato del lavoro, a corsi di lingua, all’istruzione e all’assistenza all’infanzia e per la riunificazione familiare e il riconoscimento delle qualifiche ottenute all’estero.

 

Per ulteriori informazioni

Relatrice Mary Honeyball (S&D, GB)

Comunicato stampa dell'UNCHR: Report warns refugee women on the move in Europe are at risk of sexual and gender based violence

Comunicati stampa

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