Iratxe García Pérez è la presidente dei Socialisti e Democratici e guida i 147 deputati che costituiscono il Gruppo S&D al Parlamento europeo. Scopri di più sul suo lavoro e la sua visione.

L’Europa si trova in una fase cruciale, sia per il futuro del progetto europeo, sia per la socialdemocrazia. 

L’Unione europea è sotto attacco, come mai prima d’ora. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’emergere di movimenti populisti, euroscettici, xenofobi e di estrema destra, che stanno riportando in vita i peggiori spettri del nostro passato. La crisi finanziaria ci ha posto di fronte a disuguaglianze sempre più profonde e all’incapacità dell’Unione europea di dare risposte adeguate alle esigenze dei propri cittadini.
 


 

Globalizzazione, digitalizzazione, migrazione e crisi climatica sono sfide quotidiane che coinvolgono tutti noi.  Coloro che strumentalizzano la paura per i propri scopi politici e per dividere le nostre società, traggono vantaggio dalla complessità di queste grandi sfide. Il miglior antidoto è offrire sicurezza e tranquillità, e convertire la paura in azione positiva proponendo un progetto solido e organico per un futuro migliore.

Ora è giunto il momento di un’azione positiva e la nostra famiglia politica è l’unica che possa farsi carico di questa responsabilità: abbiamo i valori e l’esperienza per farlo. Nel corso della nostra storia siamo riusciti a coniugare idealismo e azione per incidere sulle disuguaglianze e l’ingiustizia. È il momento di dimostrare che siamo ancora capaci di farlo. L’Europa ha più che mai bisogno di noi ed io sono onorata di avere l’opportunità e la responsabilità di guidare i nostri sforzi collettivi all’interno del Parlamento europeo, per tradurre le nostre idee e i nostri princìpi in realtà.

All’età di 20 anni, sono entrata a far parte del PSOE, il Partito socialista operaio spagnolo, come studentessa e attivista. Sono una lavoratrice del settore sociale e ho prestato servizio volontario in diverse ONG.

Provengo da Laguna de Duero, una città della regione spagnola di Castilla y León. Da quell’osservatorio rurale le persone vedono l’Europa come un luogo remoto, che rappresenta un futuro al quale sentono di non avere accesso. Laguna de Duero è anche il luogo nel quale ho assunto il mio primo incarico politico come consigliere comunale, dove ho imparato il valore delle politiche locali, l’orgoglio di rappresentare i cittadini, l’importanza di battersi per le pari opportunità a prescindere dalla propria provenienza e dal genere.

Quest’idea di lotta, per l’uguaglianza, è l’essenza stessa e il motore trainante della socialdemocrazia.

Come socialdemocratici europei vogliamo un’Europa più sociale, più solidale, più unita, femminista e ambientalista. Vogliamo compiere un deciso passo avanti, perché il progresso sociale è l’unico modo per ottenere società più libere, più equilibrate, più giuste.

L’Europa deve recuperare la propria anima sociale e porre le persone e la lotta alle disuguaglianze al centro dell’azione politica.

Vogliamo un’Europa con una solida architettura finanziaria e fiscale, avanguardia della rivoluzione digitale democratica, capace di apportare beneficio a tutti i settori della società.

Vogliamo un’Europa forte, sicura e unita, in grado di affrontare e vincere le sfide della contemporaneità che nessun Paese può affrontare da solo.

Noi vogliamo un’Europa diversa, democratica e femminista, che contrasti il divario che ancora esiste tra le retribuzioni di uomini e donne, la violenza maschile sulle donne, che difenda i nostri diritti riproduttivi e i diritti fondamentali delle persone della comunità LGBTI e di altri gruppi che subiscono forme di discriminazione.

Quando diciamo femminismo, intendiamo essere artefici del femminismo.

Quando diciamo democrazia, intendiamo essere artefici della democrazia.

Vogliamo un’Europa che mostri solidarietà per le generazioni future. La nostra è un’Europa capace di ascoltare e di restituire risposte concrete ai giovani, che chiedono a gran voce un’azione politica immediata in grado d’incidere sull’emergenza climatica attraverso una transizione sostenibile che non lasci indietro nessuno, ispirata agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) 2030 delle Nazioni Unite.

Vogliamo più solidarietà in Europa, non solo all’interno dei nostri confini, ma anche nei confronti di coloro che, in fuga da guerre e disastri naturali e climatici, bussano alle porte delle nostre società. L’Europa che vogliamo è dotata di una politica comune d’asilo e migrazione, fondata sulla responsabilità e la solidarietà fra gli stati membri e il rispetto della dignità umana. In materia di diritti umani L’Europa deve rappresentare un faro per tutto il mondo.

Il Parlamento europeo e il Consiglio d’Europa in questo momento sono più frammentati che mai. Siamo l’unica famiglia politica che possa dare vita a una maggioranza progressista e pro-europea che si contrapponga alle forze nazionaliste, populiste e di estrema destra. Quest’ultime stanno tentando di sabotare dall’interno l’unico progetto della nostra storia comune che ha portato pace, prosperità e benessere a milioni di europei per più di 60 anni.

Le vittorie elettorali recenti dimostrano che il progetto socialdemocratico è vivo e molto vivace. Dobbiamo continuare a spenderci per andare incontro ai bisogni dei cittadini, che meritano migliori condizioni di vita.

Come seconda donna alla guida del nostro Gruppo, sono impaziente di lavorare con i miei colleghi attuali e con tutti quelli che questa nuova legislatura sta portando, con entusiasmo, ottimismo, lungimiranza, e di consegnare tutte le mie risorse personali, professionali ed emotive al nostro progetto per migliorare la vita di tutti i cittadini.

La nostra forza risiede nell’unità e vorrei esprimere tutta la mia gratitudine e il mio apprezzamento per l’appoggio che ho ricevuto dai parlamentari del Gruppo. Dobbiamo far sentire la nostra voce, forte e chiara, e distinguerci anche in questa nuova fase politica.

Questa voce appartiene alla nostra famiglia politica nella sua interezza, alle tante organizzazioni sorelle come il Partito del socialismo europeo (PES), i Giovani socialisti europei (YES), le Donne socialiste europee, i Socialisti europei all’interno del Comitato delle regioni e FEPS (Foundation for European progressive studies). Lavoreremo fianco a fianco coi governi, i commissari e i partiti nazionali dei membri del gruppo. Siamo una grande famiglia, con una grande storia, ma ciò che più conta, con un grande futuro: perché socialdemocrazia è, prima di tutto, sinonimo di futuro e speranza.

Voltiamo questa nuova pagina insieme.

Diamo vita a un futuro di speranza insieme.

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