Giustizia, libertà, cittadinanza e affari interni

Giustizia, libertà, cittadinanza e affari interni

Il gruppo S&D è impegnato a proteggere i diritti, le libertà e la sicurezza di tutti i cittadini dell’Ue, a prescindere da etnia, religione o orientamento sessuale.

A prescindere che si tratti della minaccia terroristica in Europa o delle crisi umanitaria sulle nostre coste, il nostro approccio in commissione Libertà civili, giustizia e affari interni si è sempre basato sulla solidarietà e sulla cooperazione tra gli Stati membri. All’interno dei nostri confini, dobbiamo salvaguardare i progressi che l’Europa ha fatto sui diritti delle minoranze come i Rom e delle comunità LGBTI.

Attraverso il lavoro in commissione Affari legali del gruppo S&D, l’Europa ha le possibilità di rispondere alle nuove sfide del mondo online. Abbiamo bisogno di un’adeguata protezione dei dati e di una legislazione sul copyright in modo che la privacy dei cittadini online sia tutelata e che al contempo venga promossa l’innovazione in Ue.

In commissione Petizioni, i nostri eurodeputati lavorano per avvicinare le istituzioni Ue ai propri cittadini. Vogliamo assicurare che la loro voce sia ascoltata a Bruxelles e che le loro preoccupazioni vengano affrontate direttamente.

Ci battiamo per un approccio positivo all’immigrazione legale e all’integrazione, a dispetto della crescita della xenofobia e della retorica anti-immigrati da parte della destra. Il gruppo S&D crede fermamente che l’Ue non possa restare passiva dinanzi alle tragedie che avvengono nel Mediterraneo e che al contrario debba garantire un approccio basato sulla cooperazione e la solidarietà, dando protezione alle persone in difficoltà.

La crisi dei rifugiati ha dimostrato quanto la politica Ue sull’immigrazione sia lontana da questi obiettivi. Serve una risposta omnicomprensiva alla situazione garantendo:

•    Un sistema in linea con i nostri obblighi internazionali sui diritti umani
•    Un approccio strategico all’immigrazione e all’asilo basato sulla solidarietà e la cooperazione
•    Rotte sicure e legali verso l’Europa per i richiedenti asilo
•    La creazione di un vero sistema d’asilo europeo
•    Un maggiore focus sull’integrazione dei rifugiati e dei migranti
•    Controlli efficaci alle frontiere esterne per garantire il funzionamento di Schengen
•    Un migliore uso del bilancio Ue per garantire un funzionamento appropriato del sistema di asilo e di immigrazione
•    Una risposta omnicomprensiva alla crisi dei rifugiati
•    Una azione più coordinata per contrastare l’immigrazione illegale e il traffico di esseri umani

Detto questo, occorre più che un semplice piano per l’immigrazione irregolare. Crediamo in Europa di diversità e multiculturale, che rispetti i diritti fondamentali e la dignità dei migranti e incoraggi l’integrazione. L’Europa ha bisogno di un approccio positivo all’immigrazione legale, migliorando le misure di integrazione a livello Ue e a livello nazionale, specialmente per quel che riguarda l’istruzione e l’inclusione dei figli dei migranti. La cittadinanza Ue non va imposta, ma dovrebbe essere accordata su richiesta ai migranti di seconda e terza generazione, che sono nati e cresciuti nell’Ue e che sono parte della società europea.

Per i deputati S&D, i principi della dignità umana e dell’uguaglianza dinanzi alla legge sono le fondamenta di una società giusta e democratica. Abbiamo condotto una battaglia per inserire nei trattati Ue, le basi legali per l’azione dell’Ue, i principi della non-discriminazione, della tolleranza, della giustizia, della solidarietà e dell’uguaglianza.

Siamo conducendo una campagna affinché la Commissione attui tali principi offrendo una protezione globale contro tutte le forme di discriminazione, nonostante l’opposizione della maggioranza di centrodestra in Consiglio. Vogliamo anche che la Commissione riveda l’attuale decisione quadro sulle sanzioni criminali contro il razzismo e la xenofobia in modo che essa possa includere le altre forme di crimini d’odio come quelli che coinvolgono l’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere.

Crediamo che ognuno abbia il diritto di vivere la propria vita nel modo che egli ha scelto, libero da discriminazioni. Vogliamo che la Commissione sviluppi una risposta omnicomprensiva alle questioni sui diritti fondamentali sollevata dalle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersex). Serve una strategia o una roadmap Ue che affronti l’omofobia e le altre forme di discriminazione patite dalle persone a causa del loro orientamento sessuale e della loro identità di genere. Abbiamo condotto una battaglia senza tregua per assicurare che tali temi fossero in cima all’agenda e per chiedere delle risposte all’Ue, con il sostegno del Parlamento e dei paesi Ue.

Reputiamo inaccettabile la situazione che deve affrontare ogni giorno la comunità Rom europea. Vogliamo vedere un chiaro piano d’azione contro l’esclusione sociale delle persone Rom che affronti al contempo i nodi del sostegno all’inclusione, migliorando le opportunità d’istruzione, contrastando razzismo e povertà e dando ai Rom la possibilità di far sentire la propria voce, politicamente e socialmente.

La minaccia del terrorismo è una delle più grandi sfide che l’Europa sta affrontando oggi. Gli orribili attacchi in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Regno Unito e in tanti altri paesi dimostrano quanto grave sia la minaccia  e quanto necessaria sia l’azione per contrastarla. E’ chiaro che la condivisione di informazioni tra le agenzie nazionali di intelligence e sicurezza non è ancora adeguata ed efficace. Per questo sosteniamo il rafforzamento dell’Europol affinché coordini la nostra risposta a livello transnazionale.

La lotta al terrorismo, pero’, non deve tradursi in un indebolimento dei diritti fondamentali dei cittadini, mentre la cooperazione e le indagini della polizia devono avvenire con adeguate salvaguardie e controlli. Tutte le misure che limitano le libertà dei cittadini devono essere giustificabili e appropriate, ed essere attuate solo in extrema ratio quando la situazione lo richiede.

La prevenzione deve sempre essere la priorità e deve includere il coordinamento delle polizie nazionali e la promozione delle buone pratiche. Il nostro lavoro sulla lotta al terrorismo riguarda gli accordi internazionali sullo scambio di informazioni legate al terrorismo tra l’Ue e i paesi terzi, la tracciabilità dei flussi finanziari dei terroristi, la regolamentazione dell’accesso alle sostanze chimiche o potenzialmente pericolose, la protezione delle nostre infrastrutture critiche e della cyber-security.

I testimoni di giustizia svolgono un ruolo vitale nella vigilanza sulle multinazionali e le elite globali.  Gli scandali LuxLeaks e Panama Papers non sarebbero emersi se non fosse stato per il coraggio degli informatori che hanno alzato il velo su pratiche considerate illegali ingiuste o poco etiche. Tuttavia, troppo spesso sono stati proprio questi testimoni a pagare un prezzo alto per la loro denuncia, e non coloro che sono stati denunciati. L’Unione europea deve pertanto armonizzare le regole per proteggere i testimoni di giustizia che fanno luce sul malaffare difendendo l’interesse pubblico.

Internet tocca quasi tutti gli aspetti delle nostre vite e una quantità sempre più grande di nostri dati personali sono online. Come questi dati siano usati e processati è di fondamentale importanza per tutti noi. Il gruppo S&D ha aiutato a portare le nostre norme sulla protezione dati al passo con il 21esimo secolo: due grandi pacchetti che si focalizzano su come i dati personali vengono utilizzati dall’industria e dal governo e un secondo che copre i dati usati dalla polizia e della giustizia penale.

I contenuti del nuovo regolamento sulla protezione dei dati dimostrano la nostra serietà in merito alla protezione dei diritti dei cittadini europei nell’era digitale. Le aziende e le autorità pubbliche che processano grandi quantità di dati dovranno nominare un responsabile per la protezione dati che assicuri il rispetto degli obblighi legali. Ancora più importante, il nuovo regolamento contiene forti sanzioni per le aziende che violano le norme, con pene amministrative fino al 4% del loro  fatturato globale.

Le nuove norme assicurano anche forti protezioni a tutti i cittadini Ue in merito alle modalità con cui i dati possono essere usati dalla polizia e dalle autorità penali. Questo è essenziale dal momento che se i dati dei sospetti, dei testimoni o delle vittime non vengono gestiti correttamente, si potrebbe compromettere la loro sicurezza cosi’ come il diritto alla privacy o a un giusto processo. Per la prima volta, abbiamo norme chiare e applicabili a tutti i cittadini Ue su come le forze dell’ordine possono usare e accedere ai dati personali. Tutte le forze di polizia in Europa devono adesso rispettare in pieno il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali.

Le leggi sul copyright devono soddisfare una serie di criteri sui diritti (come il diritto fondamentale all’accesso all’informazione e alla cultura da parte degli utenti e un’equa remunerazione per artisti e giornalisti), devono poter essere adattabili ai continui cambiamenti della tecnologia e dei nuovi media e sostenere i nuovi modelli economici.

La nostra forte posizione sui diritti civili e digitali fondamentali, inclusa la libertà di espressione e la privacy,  ci hanno spinto a chiedere di rigettare il controverso accordo commerciale per la lotta alla contraffazione (l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, ACTA).