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Il Parlamento europeo oggi ha approvato delle proposte che consentirebbero ai consumatori UE di intraprendere cause collettive contro le grandi società, un processo conosciuto come collective redress, ricorso collettivo. Tuttavia, le leggi non sono state ancora portate a termine, perché un gruppo di governi UE sta bloccando queste misure sotto la pressione delle lobby societarie. 

Mady Delvaux, portavoce S&D per la proposta di ricorso collettivo, ha detto: 

“Scandali come il Dieselgate o il  Facebook/Cambridge Analytica hanno comportato serie conseguenze per i consumatori e i cittadini. Negli Stati Uniti ne sono scaturite importanti iniziative di reclamo da parte di gruppi di consumatori, con quasi 15 milioni di dollari di risarcimenti a seguito del Dieselgate, mentre i consumatori europei non hanno ricevuto nulla. Il Parlamento europeo oggi ha approvato delle proposte che favoriscono questo tipo di iniziativa, ma sono ancora tenute al palo dall’ostruzionismo di alcuni governi nazionali del Consiglio. 

“Noi volevamo che le proposte andassero persino oltre e che quindi non coprissero solo i consumatori, perché i cittadini non sono solo consumatori, ma abbracciassero anche altri ambiti in cui le azioni collettive costituiscono uno strumento indispensabile, come i danni ambientali o ai danni d’impresa. 

“I governi nazionali devono mettere gli interessi dei propri cittadini  prima di quelli delle grandi società. Alla luce di queste nuove proposte, le multinazionali dovrebbero pensarci due volte prima di assumere comportamenti non etici, e nel caso ciò avvenisse, i consumatori sarebbero adeguatamente ricompensati. Non smetteremo mai di lottare per gli interessi dei cittadini UE”.

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