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Oggi, gli eurodeputati S&D in commissione Affari economici e monetari hanno appoggiato l’ok a delle nuove regole sulla tassazione delle imprese in Europa che hanno lo scopo di garantire che le società paghino le imposte laddove profitti vengono realizzati.

Entrambe le proposte approvate dal Parlamento, quella per una base imponibile comune e quella per una base imponibile consolidata comune, mirano a fissare nuovi standard per la tassazione delle imprese al fine di evitare l’elusione fiscale, che provoca 200 miliardi di euro di perdite fiscali per gli Stati membri dell'Ue.

Paul Tang, eurodeputato S&D che ha elaborato la bozza sulla base imponibile comune, dichiara: 

“Le proposte per una base imponibile comune sono più che necessarie. Specialmente i giganti della tecnologia, come Facebook e Amazon, avvertiranno le conseguenze di queste misure. È ora che colossi digitali da miliardi di euro, che non hanno una presenza fisica, operino sotto il radar dei paesi in cui effettivamente generano profitti.

“La non tassazione di Google e Facebook da sola comporta una perdita di 5 miliardi di euro sulle tesorerie europee. La proposta del Parlamento europeo garantisce che queste società pagheranno la loro giusta quota di tasse da ora in poi.

“In questo momento, la tassazione delle società è riscossa a livello nazionale e le aziende stanno abusando delle differenze nei sistemi fiscali nazionali. Grazie alla globalizzazione e alla digitalizzazione, le grandi aziende possono pianificare meticolosamente la strategia fiscale più redditizia. Questa proposta metterà fine a queste pratiche.

“La base imponibile consolidata comune per le società garantisce che le società paghino le imposte laddove si svolge la loro attività. Le differenze nella base, ora pienamente utilizzate dai pianificatori fiscali, apparterranno al passato”.

Il negoziatore del gruppo S&D sulla base imponibile comune consolidata, il socialista belga Hugues Bayet aggiunge:

“Il voto di oggi è un passo avanti nella nostra lotta contro l'elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva. È fondamentale stabilire un sistema comune di tassazione delle società che sia equo per tutta l’Europa. Gli Stati membri devono mettere fine a questa corsa al ribasso sul fisco. E le grandi multinazionali non dovrebbero avere la possibilità di poter fare ‘shopping’ fiscale in giro per l’Ue.

“Questo tipo di competizione favorisce la delocalizzazione intraeuropea e in sostanza incoraggia le multinazionali a cercare luoghi con aliquote fiscali più basse a scapito dell'occupazione. Vogliamo che l'Europa sostenga i suoi cittadini e non le multinazionali”.

A marzo a Strasburgo, il Parlamento europeo voterà la proposta in via definitiva. Mentre gli Stati membri devono ancora trovare un accordo in merito.

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